giovedì 26 febbraio 2015

MANIFESTI STORICI DI PROPAGANDA


Cos’è la PROPAGANDA?

La propaganda è un insieme di azioni che hanno la finalità di influire sull’opinione pubblica, in modo da favorire gli intenti di chi la mette in atto. 
Essa utilizza le stesse modalità della pubblicità commerciale, atte a convincere provocando emozioni intense, che possono essere negative (paura, disprezzo, repulsione) o positive (orgoglio, patriottismo, desiderio di essere benvoluti). 
La propaganda riesce a provocare tali sentimenti grazie agli slogan, ripetuti costantemente dalla radio, televisione, stampa, manifesti, ma utilizza anche forme di diffusione, quali la letteratura, il teatro, il cinema, le arti figurative. 
Le immagini sono molto importanti nella propaganda, perché esse vengono comprese in maniera più immediata rispetto ai testi, e vengono memorizzate più facilmente.

L’uso della propaganda si affermò particolarmente a partire dalla I° Guerra Mondiale ed ebbe immenso sviluppo nei decenni successivi, specie in quei Paesi, come la Germania, l’Italia o l’URSS, dove si instaurarono regimi autoritari a base demagogica. 
Manifesto di propaganda – Stati Uniti,  II° GM (1943)
La II° Guerra Mondiale diede luogo a un enorme sviluppo della propaganda (definita anche guerra psicologica), impiegata all’estero con lo scopo di minare in tutti i modi la resistenza dei nemici, e all’interno degli Stati belligeranti per sostenere l’immane sforzo morale, sociale, economico, cui erano sottoposti dalla guerra totalitaria. 

La propaganda utilizza tecniche comunicative che richiedono competenze professionali e l’accesso a mezzi di comunicazione di vario tipo, in particolare ai mass media.
Esse implicano un certo grado di manipolazione della realtà, che viene mostrata solo in parte, selezionando i contenuti che interessano a chi la utilizza.
I destinatari di questi messaggi vengono tenuti accuratamente all’oscuro delle informazioni non conformi ai contenuti propagandati. A tale scopo, nei Paesi governati da regimi totalitari, la propaganda è organizzata a livello statale, ed è istituito un apposito Ministero che se ne occupa.

I° Guerra Mondiale - Campagna di reclutamento inglese

Daddy, what did YOU do in the Great War?



Questo è uno dei più famosi manifesti diffusi durante i primi mesi della Grande Guerra dal comitato inglese di reclutamento. Il consiglio dei ministri, contrario alla leva obbligatoria, dovette puntare sull’arruolamento di volontari. Il fervore patriottico e la forza della propaganda condussero, solo nel primo mese del conflitto, al reclutamento di 500.000 volontari. Nel corso del successivo anno e mezzo, se ne aggiunsero altri 100.000, la maggior parte dei quali destinati a morire nel fango delle trincee.

La scena si svolge nel salotto di una casa inglese dei primi del Novecento.
Gli elementi che esplicitamente ricordano la guerra sono i soldatini con cui sta giocando il bambino, ma dopo aver letto lo slogan che dice: “Papà, cosa hai fatto tu nella Grande Guerra?”, si può capire che il libro aperto sulle gambe della bambina è un libro di storia che parla della I° Guerra Mondiale. 
La frase dello slogan è pronunciata dalla bambina che sta leggendo il libro in braccio al padre. Gli elementi usati per convincere l’uomo ad arruolarsi sono, prima di tutto, il rimorso e la vergogna che proverà per non aver partecipato e quindi per non potere raccontare ai figli ciò che ha fatto durante la guerra. 

Alfred Leete, "Britons, Lord Kitchener wants You", 1914



Questo manifesto deriva da un disegno di Alfred Leete, pubblicato nel 1914 sul settimanale inglese “London Opinion” e successivamente adottato dal Comitato Parlamentare di Reclutamento come manifesto di propaganda.

Per catturare l’attenzione è stata usata una prospettiva esasperata. 
Il braccio fortemente scorciato e il dito puntato danno l’impressione che il personaggio raffigurato si rivolga personalmente a chi guarda il manifesto, con un notevole impatto psicologico.
Lo slogan è abilmente costruito in maniera simile a un rebus, in cui il soggetto della frase è un’immagine anziché una parola.  

L’uomo rappresentato è infatti Horatio Kitchener (Lord Kitchener) il ministro della guerra inglese, quindi la frase andrebbe letta in questo modo: “Britons, Lord Kitchener wants you. Join your country’s army! God save the king” (Britannici, Lord Kitchener vuole voi. Unitevi all’esercito del vostro Paese. Dio salvi il re).


L’efficacia di questo manifesto fu tale da essere ripreso nel 1917 da James Montgomery Flagg, autore del celebre manifesto di chiamata alle armi dell'esercito americano raffigurante lo Zio Sam. Questo manifesto fu ristampato nuovamente durante la II Guerra Mondiale, diventando uno dei manifesti più diffusi nella storia della pubblicità.


PROPAGANDA DI REGIME
FASCISMO

Il Fascismo fu il primo regime totalitario ad utilizzare la propaganda come mezzo per creare consenso nella popolazione e mantenere il potere. 
Mussolini era stato giornalista e comprendeva bene l’importanza della stampa per orientare il pensiero della gente. La propaganda fascista venne diffusa inoltre manipolando la radio e il cinema, due mezzi di comunicazione di massa che all’epoca erano molto moderni e che precedentemente non erano mai stati usati a tale scopo.

Una delle caratteristiche dei regimi totalitari è il «culto del capo».
Le idee, i comandi, la volontà del dittatore Benito Mussolini non dovevano essere mai messe in discussione: per questo motivo la sua immagine venne elaborata dalla propaganda in modo da farne un simbolo di virilità, forza, durezza.

In questa immagine, il colore rosso dello sfondo (simbolo di forza) fa risaltare il volto del Duce, di un grigio metallico.
Le sopracciglia aggrottate e il mento sollevato gli danno un’aria di arrogante superiorità.

LE DONNE E IL FASCISMO

Durante il Fascismo, alle donne venne riservato in primo luogo il ruolo di riproduttrici: il regime propagandava le famiglie numerose, vietò i contraccettivi, le pratiche abortive e l’educazione sessuale. 
Il fascismo affermò una visione della donna come individuo subordinato all'uomo e destinato a servirlo, in qualità di moglie e di madre, ma anche sul posto di lavoro e in ogni ambito della società. 

Questo fine venne perseguito costantemente, oltre che attraverso la propaganda, limitando e svilendo l'istruzione femminile.
Questo ruolo di subordinazione rimase ben marcato, anche quando, durante la II° Guerra Mondiale, i fascisti furono costretti ad arruolare perfino le donne nel Servizio Ausiliario Femminile (SAF).

L’atteggiamento della figura femminile in questa immagine, china in avanti, quasi in preghiera di fronte alla bandiera e ai simboli fascisti, è ben diverso da quello fiero e sfrontato delle figure maschili rappresentate nello stesso periodo.

Durante il Fascismo l’educazione, l’indottrinamento dei bambini e la scuola divennero il mezzo privilegiato della propaganda, nonché un serbatoio di reclutamento.





NAZISMO

1941 – il piano quadriennale di Hitler

Questo manifesto di propaganda nazista del 1941 è una 
celebrazione e un ricordo del piano quadriennale varato da Hitler nel 1936 e affidato al ministro Hermann Goering. 

Il nuovo e ambizioso programma proposto da Hitler prevedeva un piano economico basato sul potenziamento dell’industria bellica e sul raggiungimento dell’autosufficienza in tutti gli altri settori.
Da un punto di vista grafico, l’immagine si basa su uno schema formato da linee diagonali che si intersecano, creando un effetto di dinamismo, ma anche, allo stesso tempo, di equilibrio visivo.


Le diagonali più evidenti sono quelle formate dagli aerei in volo e dai cannoni puntati, che danno una forte impressione di movimento in avanti: un’impressione che si sposa benissimo con l’intento del manifesto, che è quella di infondere in chi lo guarda un senso di esaltazione, di fiducia nel progresso e nella forza della propria nazione.

In senso opposto abbiamo le diagonali formate dai colori dello sfondo, (che non a caso sono gli stessi della bandiera tedesca) rafforzate dalle nuvole e dal fumo che esce dalle ciminiere delle fabbriche. 



Queste altre diagonali creano con le precedenti un equilibrio compositivo che dà all’immagine un senso generale di stabilità. Il testo che compare nel manifesto “Der Vierahresplan” è allo stesso tempo titolo e slogan.  
I caratteri usati sono quelli gotici e, assieme ai colori dell’immagine, suggeriscono un forte sentimento di nazionalismo e appartenenza alla Nazione tedesca.



«Bambini, cosa sapete del Fürer?»

La copertina di questo libro, obbligatorio nelle scuole elementari tedesche durante il Nazismo, mostra Hitler in atteggiamento affettuoso e sorridente accanto a dei bambini.
Anche per il Nazismo era importante indottrinare la popolazione fin dalla più tenera età.







«La carezza stalinista 
illumina il futuro dei nostri bambini» 
Manifesto di propaganda stalinista.

STALINISMO

Alla morte di Lenin, nel 1924, subentrò Stalin alla guida dell’Unione Sovietica.
Molto più del suo predecessore, egli comprese l’importanza della propaganda come mezzo per mantenere il potere e la utilizzò in maniera massiccia. 
La propaganda di regime fu mobilitata per celebrare i successi del regime e nasconderne i drammi. 
La collettivizzazione delle campagne attraverso i kolchoz, aziende agricole collettive, fu accompagnata da una martellante campagna propagandistica: un’invasione di manifesti che raffiguravano contadini gioiosi e festanti, che esortavano a entrare nei kolchoz.
A partire dal 1934, a pittori e a scrittori (definiti da Stalin «ingegneri di anime») fu imposto un canone estetico ben preciso, che ricevette il nome di realismo socialista. Romanzi, manifesti e quadri dovevano esprimere ottimismo e presentare l’URSS come il «Paese più felice del mondo»

PROPAGANDA ANTISEMITA (NAZISMO)
Ebrei e comunisti venivano indicati dai nazisti come la causa di tutti i mali della Germania.
I semi di questa propaganda razzista avrebbero più tardi generato la tragedia dell’Olocausto.

L'ebreo errante 
Questo manifesto è stato realizzato per pubblicizzare «L’ebreo errante» (in tedesco Der ewige Jude), un film di propaganda antisemitico della Germania nazista realizzato nel 1940, presentato come un documentario. 

Il titolo rimanda alla figura della mitologia cristiana medievale dell'ebreo errante, che rappresenta metaforicamente la diaspora del popolo ebraico. La scritta è resa con caratteri che imitano l’alfabeto ebraico. 

I colori prevalenti sul manifesto sono il giallo e il nero, un abbinamento dal valore fortemente simbolico, ancora oggi usato nella segnaletica che indica pericolo: il giallo e il nero sono infatti due colori che in natura si trovano su animali velenosi come le vespe e le api.

Il personaggio del manifesto, rappresentato come un vecchio dall’aspetto sgradevole, reca con sé due simboli eloquenti: delle monete in una mano (gli ebrei venivano rappresentati come un popolo avido di denaro) e sotto il braccio quella che veniva presentata come la sua vera terra d’origine: la Russia comunista, marchiata con il simbolo della falce e martello.

Copertina del libro per bambini DER GIFTPILZ, «Il fungo velenoso», pubblicato nel 1935 a Norimberga, in Germania.


Il fungo velenoso è forse l’esempio più significativo di pubblicazione per l’infanzia a scopo propagandistico. 
La sua carrellata di accuse agli ebrei è una vera e propria antologia dei pregiudizi e dei luoghi comuni più diffusi: dall’avidità alla sordida cupidigia, fino alla storica colpa di deicidio.

Per diffonderli, il libro usa ampiamente il potere evocativo delle immagini, molto più dirette rispetto alla parola scritta, specialmente nei confronti di destinatari bambini. 
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Per i miei alunni: postate un commento rispondendo ad una o più tra le seguenti domande:

- Quale tra le diverse immagini presenti nell'articolo vi ha colpito di più, e perché?

- Quali potrebbero essere i possibili collegamenti tra questo argomento e i temi proposti per l'esame di fine anno?

- Dopo aver letto l'articolo, vi è rimasta qualche curiosità? Ci sono dei passaggi poco chiari o che non avete capito?

- Pensate che la propaganda, come è presentata in questo articolo, sia usata anche oggi? Se si, in quali contesti, e con quali mezzi?

23 commenti:

  1. Visto il nuovo graffito di WC? Ci sono Salvini, Carlo Conti, la Isoardi e la Kyenge: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_13/salvini-conti-isoardi-street-art-festival-politica-ed279960-b3a2-11e4-8ea5-42a1b52c991f.shtml

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  2. scusi ma nn so se è arrivato quello prima.
    nel caso gli invierò cosa gli avevo chiesto:dove si trovano le domande a cui rispondere per noi di terza media?
    martino 3C
    saluti

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    1. Ciao Martino, le domande non le hai trovate perchè ancora non le ho aggiunte, ma rimedio subito! Grazie per avermelo ricordato, sei stato, come al solito, il più sollecito della classe!

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  3. 1)allora...a me ha colpito molto la foto di Mussolini che ha in braccio un bambino...è come se lui amasse i bambini o vuole farlo credere...invece lui li ama perchè poi,quando saranno grandicelli, li farà andare alla leva militare!assurdo!
    2)allora...la propaganda centra nella prima guerra mondiale, visto che la mia tesina è proprio su quello
    3)tutto chiaro prof...come se l avessimo fatto in classe.
    4)secondo me si come le macchine o l assicurazione SAI del pupazzetto che parla o del mcdonald...
    SPERO DI ESSERE STATO SODISFACENTE!
    SALUTI
    Martino
    3C

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  4. Rispondo qui alla domanda di Thomas, mio allievo di terza C:
    il manifesto "Daddy, what did you do in the Great War" è complesso, questo è vero, ma non così tanto come sembra a noi oggi. Abituati come siamo a non soffermarci a lungo sulle immagini, a non notare i particolari, dimentichiamo che un secolo fa i ritmi di vita delle persone erano molto più lenti. Non c'erano la televisione, i video, Internet... il cinema esisteva ma era pochissimo diffuso. Le persone erano abituate ad osservare immagini statiche, ferme, e il "film" si formava nella loro testa, grazie all'immaginazione.
    Al giorno d'oggi l'immaginazione è come un muscolo atrofizzato, la nostra capacità di osservare è molto limitata. Viviamo in un mondo tecnologico e "facile" in cui basta pigiare un bottone perchè una macchina faccia un lavoro al nostro posto... ma tutto ciò ci rende pigri e superficiali.
    Per questo abbiamo bisogno di essere guidati alla lettura e comprensione di immagini che cent'anni fa erano facilmente comprensibili alla gente (anche perchè c'erano molte meno immagini da guardare rispetto ad oggi).

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  5. Professoressa mi scusi l'orario, ma prima non sono riuscita a trovare la pagina. Volevo chiederle quali di questi argomenti era più legato al tema della legalità e che quindi avrei potuto approfondire nella tesina. Leggendo infatti ho trovato maggiormente approfondimenti (scusi la ripetizione) sulla propaganda fascista e nazista. Ecco le risposte alle sue domande:
    - L'immagine che mi ha colpito di più è stato quello di Alfred Leete, "Britons, Lord Kitchener wants You", 1914 .
    - Sinceramente non lo so.
    - Soltanto per curiosità mi piacerebbe saperne di più su '' Copertina del libro per bambini DER GIFTPILZ, «Il fungo velenoso» e ''L'ebreo errante ''.
    - Penso che oggi questo genere di propaganda non funzionerebbe poiché richiede troppi ragionamenti e , almeno a parer mio, non suscita subito emozioni e in un certo senso può sembrare "monotona".
    Sofia 3C
    Saluti
    (mi scusi per l'ora)

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    1. Ciao Sofia,
      sono stupita perchè sei già la seconda persona che mi scrive che i manifesti di propaganda che ho spiegato sarebbero troppo complessi da capire ai giorni nostri (vedi la risposta che ho dato a Thomas, qui sopra). Questa cosa mi spaventa un po', perchè sembra che l'umanità negli ultimi decenni secondo voi sia regredita!
      Per quanto riguarda il tema "legalità" forse potremmo cercare un collegamento con l'argomento bufale, poerché in effetti con questo non c'è un'attinenza immediata.
      Invece, a proposito dela propaganda antisemita, potrei aggiungere dei link di approfondimento, mettendo gli indirizzi dei siti da cui ho tratto le notizie sulle immagini che hai citato. Vedrò di farlo al più presto.

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  6. buongiorno professoressa:
    l'immagine che mi ha colpito di più è stata quella di "food is a weapon" perché è vero che allora non bisognava sprecare il cibo altrimenti si moriva di fame invece di morire vittima della guerra ma, ritengo che servirebbe anche oggi una pubblicità del genere(magari risistemandola adattandola ai giorni nostri in modo che faccia un impatto maggiore alle persone di quest'epoca) perché anche ai giorni nostri c e gente che muore di fame mentre l' altra parte delle persone più fortunata spesso getta via il cibo perché non ci piace o per capriccio.

    Per la tesina però non so cosa scrivere, potrebbe gentilmente consigliarmi cosa scrivere?
    Simone 3C
    Saluti

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    1. Interessante osservazione, Simone.
      Per la tesina, ricordami qual è il tuo argomento, altrimenti no so cosa suggerirti.

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  7. SI, mi scusi l' argomento della tesina e sulla guerra del golfo.
    grazie
    Simone3C

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    1. beh, ovviamente anche per quella guerra è stata fatta una campagna di propaganda, ma fare una ricerca su quella credo sarebbe complicato... però più avanti tratterò un argomento che si può collegare, ma ti spiegherò a scuola quale.

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  8. Buongiorno, le immagini che più mi hanno colpito sono state le caricature degli ebrei, danno proprio un senso di qualcosa da evitare, qualcosa di spiacevole.
    Sono sicuro che se fanno questo effetto a me ora, non oso immaginare durante la persecuzione degli Ebrei.
    Le persone, anche di fretta, venivano attirate da quelle immagine così "brutte" e si convincevano poco alla volta che era giusto eliminare quella razza (anche se è molto ingiusto ).
    Mi scusi il ritardo, ma ho avuto dei problemi tecnici.
    Luca Stocchetti 3' C

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    1. Già, e pensa a quale effetto potevano fare sui bambini!
      Per i problemi tecnici sei scusato, come puoi vedere finora gli alunni che hanno svolto il compito sono molto pochi (tu sei il quarto) chissà se tutti quanti hanno avuto "problemi tecnici"!
      Io comunque ho terminato di preparare la verifica, la prossima settimana chi non avrà studiato sarà un po' nei guai...

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  9. ok, ma a me è piaciuto molto la foto del padre con i suoi bambini perchè ha un forte significato ma volevo chiedere se però le persone di quel tempo riuscivano a capirlo visto la complessità .
    Thomas3C

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  10. Le immagini che più mi hanno colpito sono state quelle riguardanti gli ebrei. Essi venivano considerati delle creature ripugnanti e da evitare ,come si può vedere ne "Il fungo velenoso". Mi hanno colpito perché i manifesti riescono perfettamente a compiere la loro funzione fin dal primo momento che li guardi.
    I manifesti erano soprattutto utilizzati nelle guerre e il mio argomento d'esame é la Seconda Guerra Mondiale ,quindi potrei fare molti collegamenti con tema.
    La propaganda é usata anche oggi soprattutto con scopi politici ; essi utilizzano cartelloni o televisione per presentare le loro idee.

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  11. Buonasera Professoressa, l'immagine che mi ha colpito maggiormente, soprattutto dopo il suo approfondimento in classe,che mi ha permesso di capire meglio il suo significato è Il fungo velenoso. Mi ha colpito perché dimostra che tramite semplici storielle, i bambini crescessero sempre con l'idea che gli ebrei fossero malvagi, una popolazione "sbagliata" e da eliminare, appunto come un fungo velenoso, riassumendo il tutto questa copertina esprime molta tristezza. Si potrebbe collegare con la Seconda Guerra Mondiale, su come venissero cresciuti i bambini nella Germania nazista. I libri in ogni caso anche al giorno d'oggi sono una fonte che l'uomo sfrutta per conoscere e sapere, soprattutto i bambini che, ancora non conoscono del tutto il mondo, quello che leggono è ciò che conoscono e quindi quello a cui credono. Spero di essere stata abbastanza chiara e che si sia capito ciò che volevo dire.
    Noemi 3A

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    1. Ho capito benissimo, Noemi, grazie! Bel commento!

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  12. Buon pomeriggio professoressa,in particolare fra tutte le immagini mi ha colpito maggiormente quella dell'ebreo errante perché mostrava tutto l'odio da parte dei nazisti in quel momento e l'immagine lo faceva capire anche dai colori; appunto per i nazisti gli ebrei erano come un animale velenoso,qualcosa di cattivo anche se nella realtà non era così anzi.
    Saluti.
    Angelica 3A

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  13. Per rispondere alla prima domanda l'immagine che mi ha colpito di più è stata quella del:"il fungo velenoso", non solo per la capacita di darti realmente il senso di disgusto verso l'immagine dell'ebreo ma sopratutto per il fatto che era la copertina di un libro per bambini e che riusciva perfettamente a metterti in testa le idee razziste.Non so come rispondere alla seconda e alla terza domanda ma per la quarta credo che la propaganda sia molto più diffusa che al tempo di Mussolini, anzi fa parte della nostra vita, dalla pubblicità della Coca-Cola ma arriva anche alle discussioni religiose( ad esempio l'ISIS la usa molto per diffondere le proprie idee)
    Giordana, III A

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  14. Buongiorno professoressa,
    l’immagine che mi ha colpito maggiormente è stata quella de “Il fungo velenoso” perché si trattava di una semplice copertina di un libro per bambini che però raffigurava in modo molto esplicito l’odio dei Nazisti nei confronti degli Ebrei e quindi testimoniava che anche i bambini venivano istigati all’odio.
    Rispondendo alla sua seconda domanda direi che, nel mio caso, ci sono molti collegamenti con l’argomento da lei trattato in questo articolo poiché il tema del mio elaborato per l’esame è l’Olocausto e, di conseguenza, tratterò l’odio razziale che l’ha scatenato (e la propaganda antisemita ha permesso, nonché sicuramente facilitato la sua diffusione).
    L’articolo e le spiegazioni dei singoli manifesti mi sembrano molto chiare, grazie.
    Per quanto riguarda l’ultima sua domanda, penso che la propaganda (da non confondersi con la semplice pubblicità), sia purtroppo utilizzata anche ai giorni nostri. Ho provato a cercare in internet e ho trovato dei manifesti che inneggiano all’odio (contro delle popolazioni o delle categorie di persone) e mi sembra che non siano molto migliori di quelli utilizzati dai regimi totalitari che ci ha presentato nel suo articolo. Volevo allegare al mio commento le immagini di alcuni di questi manifesti di propaganda “moderna” che ho trovato e che mi sembra parlino da soli ma non riesco a caricare le immagini per cui gliele porto domani a scuola.
    Leonardo Rossetto III A

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  15. grazie per l'articolo... come argomento di storia porto la propaganda di guerra ed è stato molto utile!!!

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  16. grazie per l'articolo... come argomento di storia nella mia tesina parlerò della propaganda di guerra ed è stato molto utile e prezioso!!!
    Rachele IIIE

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